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7. Storia dei materiali estetici per otturazioni.
Il primo materiale utilizzato su larga scala alla fine dell'800 fu il cemento silicato composto da una polvere di sali di alluminio unita a un liquido di acido fosforico al 30 - 45%. Questo prodotto biancastro oltre ad essere molto solubile alla saliva provocava frequentemente danni alla polpa.
Ma fu negli anni '50 che con l'avvento delle resine si aprì la storia vera della conservativa estetica. Le resine acriliche però ebbero una vita breve poiché vista la loro instabilità dimensionale avevano il difetto di provocare una fessura lungo i margini del restauro.
Nel 1962 Bowen chiese il brevetto per la resina BIS-GMA (bisfenolo glicidilmetacrilato) che è ancora oggi il principale componente dei compositi.
I COMPOSITI
Le resine composite sono caratterizzate dalla presenza di una
base resinosa in cui viene inglobato un riempitivo. Generalmente
per la resina i due monomeri più utilizzati sono il BIS-GMA
e il diacrilato uretano. Il riempitivo può essere costituito
da microsfere di vetro, silicato di alluminio, quarzo e fosfato
tricalcico, ecc. ecc.
A seconda delle dimensioni del riempitivo possiamo classificare i compositi in tre categorie:
1) Compositi con macroriempitivi tradizionali. Hanno forma di schegge solitamente quarzo borosilicato e ceramica. Dimensioni 10 - 100 micron. Sono scarsamente lucidabili.
2) Compositi con microriempitivi (microfilled). Generalmente
si tratta di sferule di silice pirogenica. Dimensioni 0,05 -
0,1 micron, che vengono prepolimerizzate in particelle da 1
a 200 micron in quanto altrimenti il prodotto sarebbe stato
troppo viscoso.
3) Compositi ibridi. Hanno particelle di tutte le dimensioni per supplire alle carenze determinate dall'avere un solo tipo di riempitivo (macroriempitivi = poco lucidabili - microriempitivi = poco resistenti).
I COMPOMERI
Quando furono introdotti in uso, negli anni '70, i cementi vetroionomeri suscitarono molto interesse per alcuni aspetti peculiari: l'adesività, l'azione anticarie per lento rilascio di fluoro, la biocompatibilità.
Inizialmente vennero utilizzati per cementazioni o come fondo nelle otturazioni.
Sono composti da vetro alluminosilicato e calcio fluorurato addizionati a un poliacido alchenoico. Successivamente, in virtù dei loro pregi, associandoli con resine fotopolimerizzabili, sono stati utilizzati per le otturazioni estetiche. Sono stati definiti
compomeri.
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