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10.1. I nemici dell'estetica: pigmentazioni e
discolorazioni
La pigmentazione avviene quando sostanze coloranti di varia natura (batteri, pigmenti di cibi, bevande e medicinali) si fissano agli strati superficiali dello smalto. Gli esempi più noti sono: caffè, tè, vino, tabacco, liquirizia, clorexidina.
Si parla di discolorazione quando il cambiamento di colore avviene per il mutamento strutturale interno delle proprietà ottiche dei tessuti o per l'accumulo interno di sostanze.
I casi più frequenti sono rappresentati da:
1) Invecchiamento - i denti con il tempo tendono ad assumere un colore grigio giallastro a causa di modificazioni della dentina (dentina terziaria, disidratazione)
2) Amelogenesi imperfetta - per difetti di formazione dello smalto le sfumature possono variare dal giallo al marrone intenso
3) Dentinogenesi imperfetta - per difetti dentinali
4) Fluorosi (vedi)
5) Malattie del sangue congenite
6) Assunzione di tetraciclina
7) Discolorazioni da amalgama o da cementi endodontici
8) Traumatismi del dente: l'emorragia e la necrosi consecutiva al trauma provocano all'interno del dente delle colorazioni soprattutto dovuti alla presenza di solfati ferrosi contenuti nell'emoglobina.
10.2. Sostanze chimiche sbiancanti.
Agiscono grazie alla liberazione di atomi di ossigeno. Sul mercato esistono numerosi prodotti sbiancanti ma i principi attivi sono fondamentalmente tre:
- perossido di idrogeno N2O2
- Perborato di sodio NaBO2 (OH)2
- Perossido di carbammide H2N-CO-NH2 H2O2
Questa ultima è la sostanza attualmente più utilizzata.
Si è notato come essa riduce anche in modo significativo l'indice di placca e l'incidenza di carie. Dopo l'applicazione si scinde in acqua ossigenata e urea. L'acqua ossigenata rilascia ossigeno, questo si insinua nella struttura porosa dello smalto fino alla dentina scomponendo le complesse molecole di pigmento ivi annidate in molecole più semplici, incolori. L'urea è invece direttamente responsabile dell'effetto antiplacca: scindendosi in anidride carbonica e ammoniaca provoca un aumento del Ph che ostacola lo sviluppo della placca batterica. A volte al perossido di carbammide viene aggiunto il carbopol. Questa sostanza è un polimero dell'acido poliacrilico ed ha la funzione di aumentare la viscosità del gel, aumentando quindi l'adesione dello smalto, rallentando e regolarizzando il rilascio di ossigeno.
10.3. Quali sono le procedure più diffuse per effettuare lo sbiancamento.
Possiamo distinguere uno sbiancamento interno e uno esterno.
Nello sbiancamento interno, che si applica esclusivamente nei denti già devitalizzati, la sostanza attiva viene introdotta nella cavità pulpare e viene fatta agire in situ tra una seduta e l'altra. Nello sbiancamento esterno la sostanza attiva viene posta in contatto con la superficie del dente. Questa procedura può essere effettuata domiciliarmente da parte del paziente su istruzione dell'odontoiatra oppure in studio. Ovviamente le sostanze impiegate nello sbiancamento domiciliare sono meno concentrate ed energiche rispetto a quelle utilizzate in studio dall'odontoiatra.
10.4. Il successo dello sbiancamento.
Tramite lo sbiancamento tutti i denti diventano più chiari di tre gradi mentre i canini in genere sbiancano relativamente di più.
L'effetto consiste in una desaturazione marcata e statisticamente significativa delle tonalità gialle ed in una diminuzione meno marcata delle tonalità rosse. Nonostante l'effetto vari grandemente caso per caso, la percentuale di successo dopo una o due settimane di trattamento si può stabilire intorno al 90% dei casi, la recidiva a tre anni è di circa il 20%. Il ritrattamento di questi casi porta a risultati positivi più rapidi.
I risultati spesso sorprendenti di questa metodica hanno portato una grande diffusione: pensate che negli Stati Uniti il 78% dei dentisti applica routinariamente una qualche forma di sbiancamento.
10.5. Denti bianchissimi con il nuovo sistema di sbiancamento.
L'uso del perossido di carbammide consente di ottenere dei risultati sorprendenti. Il cambiamento di colore è immediato fin dalle prime sedute. Rispetto ai metodi precedentemente utilizzati, questa sostanza è molto meno aggressiva sulla struttura dello smalto ed è efficace anche nello schiarimento dei denti devitalizzati.
Il trattamento consiste in una serie di sedute da effettuare presso lo studio dentistico, seguite da un periodo di applicazioni domiciliari che il paziente continua da solo mediante uno speciale kit personalizzato che gli viene consegnato dal dentista.
Una volta terminato il trattamento consiglia l'uso continuato
di un particolare dentifricio per mantenere i risultati ottenuti.
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